Da leggere e da vedere 2023/08

Da leggere 2023/08

VERSO UNA CHIESA SINODALE

Antonio Mastantuono (a cura di), Verso una chiesa sinodale. Stili Soggetti Dinamiche, EDB, 2023, pp. 208, 16,00 euro

Il cammino sinodale della Chiesa cattolica ha raggiunto la terza tappa: a livello di Chiesa universale ora inizia il confronto su quali riforme è possibile implementare. Autori importanti si sono riuniti attorno al Centro di orientamento pastorale per riflettere su come utilizzare bene questo tempo per rendere l’annuncio evangelico più efficace. Ne emerge che sinodalità significa prima di tutto convertire il cuore della vita cristiana riportandolo al suo centro. Una conversione che, prima che cambiamento alle strutture, richiede la maturazione di una spiritualità del “noi” ecclesiale, che si realizza strada facendo, sperimentando la fatica del camminare insieme. Questo libro intende accompagnare il camminare insieme sinodale offrendo il contributo di vescovi e teologi, chierici e laici per guidare gli operatori pastorali nell’itinerario ecclesiale.

L’autore. Antonio Mastantuono è direttore di Orientamenti pastorali, la rivista del Centro di orientamento pastorale. Dal 2018 è consulente ecclesiale dell’Associazione cristiana artigiani italiani.


SENTIERI DI SINODALITÀ

Riccardo Battocchio, Gianni Genre, Basilio Petrà, Sentieri di sinodalità. Prospettive teologiche interconfessionali, Edizioni San Paolo, 2022, pp. 176, 18,00 euro

Essere insieme sulla via, essere “sinodali”, evidenzia il carattere comunitario e dinamico del discepolato cristiano. Le confessioni cristiane hanno però interpretato la dimensione sinodale della Chiesa con accentuazioni e sottolineature diverse. I tre saggi che compongono il volume permettono di cogliere le diverse sensibilità con le quali cattolici, protestanti e ortodossi guardano a questa dimensione della Chiesa. Lo fanno ripercorrendo la storia del concetto (come nel contributo dedicato alla riflessione cattolica firmato da Riccardo Battocchio), ma anche mettendo a confronto le posizioni di alcuni teologi (come fa Basilio Petrà nel contributo dedicato all’Ortodossia) o alcune pratiche (la prospettiva scelta da Gianni Genre per parlare delle Chiese della Riforma). Lo scopo del volume è mettere in luce ciò che sta a cuore a ciascuna confessione sottolineando le aperture in esse presenti, perché i cristiani, oltre a riconoscere i doni che già condividono, possano scoprire sentieri inesplorati e trovare il coraggio di percorrerli.

Gli autori.
Riccardo Battocchio, presbitero della Diocesi di Padova, dal 2019 è Presidente dell’Associazione teologica italiana e rettore dell’Almo Collegio Capranica a Roma. Già ordinario alla Facoltà Teologica del Triveneto, è professore invitato alla Pontificia Università Lateranense.

Giovanni Genre (detto Gianni), è laureato in teologia presso la Facoltà valdese di Roma e consacrato pastore valdese nel 1984. Nel 2000 è stato eletto moderatore della Tavola valdese, la massima carica dell’Unione delle chiese valdesi e metodiste italiane. Oggi esercita il suo ministero a Pinerolo.

Basilio Petrà, di origine greca, è presbitero della Diocesi di Prato e professore emerito di teologia morale della Facoltà Teologica dell’Italia Centrale (Firenze), della quale è stato preside dal 2017 al 2021. Da lungo tempo tiene corsi di morale patristica e ortodossa presso l’Accademia Alfonsiana (Roma) e il Pontificio Istituto Orientale (Roma).


Da vedere 08/2023

A PASSO D’UOMO

di Denis Imbert
drammatico, 95min

Francia oggi. Pierre è uno scrittore famoso. Bloccato in un letto d’ospedale dopo una brutta caduta, fa una promessa: se potrà ancora camminare attraverserà la Francia a piedi.

Il premio Oscar Jean Dujardin (“The Artist”, 2012) presta volto e corpo allo scrittore Sylvain Tesson per regalarci i suoi pensieri, raccolti nel libro “Sentieri neri” (Sellerio), che ha ispirato il film di Denis Imbert “A passo d’uomo”. La storia. Pierre è uno scrittore famoso. Bloccato per due mesi in un letto d’ospedale dopo una brutta caduta fa una promessa: se potrà ancora camminate attraverserà la Francia a piedi – dal parco del Mercantour, nel Sud Est, fino alle falesie del Jobourg nel Cotentin, all’estremo Ovest della Normandia, attraversando in diagonale l’intero Paese – per sentieri impervi e poco battuti. Un’idea “folle” che i medici gli sconsigliano, ma che lui testardamente porta avanti sperando che la fatica e il silenzio lo aiutino a riflettere, a ritrovarsi. Scopriremo, infatti, che la caduta che avrebbe potuto essergli fatale, non è frutto del caso ma di una bravata, un’imprudenza fatta in preda ai fumi dell’alcool. Quale uomo si cela dietro lo scrittore di successo? Per poter andare avanti Pierre deve tornare indietro e affrontare il suo passato, guardare dentro di sé e magari scoprire di non piacersi. È provato nello spirito e nel corpo, a volte preda di dolori lancinanti, ogni passo gli costa fatica, ma ogni nuovo incontro gli lascia qualcosa e lo cambia. Determinato, concentrato Pierre annota ogni giorno su un quaderno riflessioni, sensazioni, intuizioni… Il regista Denis Imbert, con una sapiente contrapposizione tra passato e futuro, con continui flashback (scrittore di successo prima, poi malato costretto a letto e ancora impegnato in un faticoso e incerto percorso di recupero) e un ritmo sostenuto, ci immerge in paesaggi aspri e bellissimi (la fotografia di Magali Silvestre de Sacy è meravigliosa) e ci regala un film coinvolgente, intenso, saldamente retto da un interprete, Jean Dujardin, raffinato, convincente in ogni dettaglio, capace di rendere ogni sfumatura dell’animo di Pierre. “A passo d’uomo” è un invito a “viaggiare” dentro di noi per ripercorrere la nostra storia, provando a riconnetterci con la natura, a riprenderci il nostro tempo, i silenzi, le pause, i pensieri ed essere, così, finalmente pronti a incontrare gli altri. Film consigliabile, problematico e adatto per dibattiti (dal giudizio della Commissione nazionale valutazione film CEI).