Settimana della Comunità: Veglia serale per i vicariati

Lettera Diocesana 2017/01

LA TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE

Il suo volto brillò come il sole (Mt 17,2)

 1Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. 2E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. 3Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 4Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». 5Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». 6All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. 7Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». 8Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. 9Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti»

Mt 17,1-9

Il racconto evangelico della Trasfigurazione del Signore – secondo la narrazione di Matteo – sarà per le nostre parrocchie che hanno vissuto la Settimana della Comunità, il riferimento biblico ispiratore della Veglia serale che, per tutti i Vicariati della nostra Diocesi, si collocherà martedì 7 marzo a conclusione della Settimana stessa.

Alcune attenzioni di partenza

  1. LUOGO E ORARIO
    Chiaramente indichiamo le ore serali per questo momento di preghiera del Vicariato.
    Si scelga una chiesa che favorisca l’incontro e la preghiera.

2DA METTERE IN EVIDENZA
     L’Evangelario (possibilmente) per la lettura del Vangelo
     Candele per tutti i partecipanti
     Un’immagine del Volto di Gesù o della stessa Trasfigurazione del Signore
     Fiori e ceri per adornare l’immagine.

  1. DISPOSIZIONE DELLO SPAZIO IN CHIESA
    L’altare è spoglio, solo con la tovaglia, ma senza candele né fiori. Al centro dell’altare sta l’Evangelario; possibilmente in posizione verticale.
    Nel luogo più idoneo della Chiesa viene collocata l’immagine del Volto di Gesù o della Trasfigurazione del Signore. L’immagine potrebbe essere collocata non sul presbiterio ma al centro della navata, creando attorno ad essa uno spazio, dove le persone possono circolare. Se fosse possibile tutti potrebbero “convergere” al centro della navata della chiesa. Sarà opportuno “intronizzare” l’immagine, ponendo accanto dei fiori e dei ceri accesi.
    Il presbitero che guida la preghiera indossa il camice e la stola bianca; potranno chiaramente esserci un diacono e anche alcuni ministranti, sempre con la veste bianca. Gli altri presbiteri e diaconi presenti è bene stiano con l’assemblea, senza indossare le vesti liturgiche.

 

TRACCIA PER LA VEGLIA

RITO DI APERTURA

Tutti sono raccolti nella chiesa e – possibilmente – come già detto in maniera quasi circolare, convergente attorno all’immagine del Volto di Gesù o della Trasfigurazione del Signore intronizzata al centro della navata, adornata con i fiori e con alcuni ceri accesi.

Tutti hanno un cero in mano, spento. La chiesa è nella penombra.

Il Presbitero che guida la preghiera si porta, senza alcuna forma processionale, al luogo preparato da dove guiderà la preghiera stessa. Quando è giunto si fa’ un canto adatto, mentre tutti – con calma – si recano ad accendere il proprio cero dalle candele accanto all’immagine della Trasfigurazione del Signore o del Volto di Cristo. La chiesa resta nella penombra.

Quando tutti, o la maggior parte dei presenti, hanno acceso la propria candela, il presbitero saluta con il segno di croce e il saluto di pace (come nella Messa)

Quindi dice la seguente Orazione:

Preghiamo
O Padre, che ci chiami ad ascoltare il tuo amato Figlio,
nutri la nostra fede con la tua parola
e purifica gli occhi del nostro spirito,
perché possiamo godere la visione della tua gloria.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

 

ASCOLTO DELLA PAROLA DI DIO

Tutti siedono.

Si canta o si legge un salmo di ascolto della Parola del Signore (ad esempio scegliendo alcuni versetti del Salmo 19 [18] I cieli narrano la gloria di Dio… o altri.)

Al termine un canto di acclamazione alla Parola del Signore accoglie l’arrivo dell’Evangelario che il diacono porta dall’altare al luogo dove sta all’immagine del Volto di Gesù o della Trasfigurazione del Signore. Qui si legge il Vangelo in forma piana – non ritualizzata – (Ascoltate la Parola del Signore dal Vangelo secondo Matteo… senza altri saluti).

I bambini presenti possono con le loro candele fare corona attorno al diacono.
Al termine della lettura tutti spengono le candele.
Si può aumentare l’illuminazione della chiesa.

 

CONDIVISIONE

  1. Anziché pensare ad una riflessione del Presbitero si possono ascoltare alcuni brevi meditazioni- condivisioni (preparate con semplicità) di alcune persone scelte tra le varie parrocchie. Possono essere da guida queste brevi “domande”: “Cosa abbiamo riscoperto della nostra comunità in questa sosta, in questa Settimana della comunità? Cosa voglio sottolineare come movimento interiore e comunitario di questi giorni?” Si potrebbe tentare di “dare la parola” non solo ad operatori pastorali, ma anche a persone senza particolari ruoli di responsabilità nelle parrocchie. Potrebbero essere tre- quattro per un massimo di 15 minuti.

 

  1. Dopo questa condivisione si può fare una consegna dei segnalibri (decalogo del discepolo missionario) preparato dal Centro Missionario diocesano come strumento per la Quaresima di fraternità. Un gruppo di incaricati distribuisce i “segnalibri” mentre si canta insieme. I segnalibri possono essere richiesti al Centro Missionario Diocesano.

 

INTERCESSIONI E CONGEDO

Il Presbitero introduce la preghiera e ogni parrocchia presenta una intenzione di preghiera.
Si conclude con la Preghiera del Signore.

 Il Presbitero conclude con la seguente Orazione:

O Padre, che ci illumini con la luce del tuo Figlio
guidaci con il tuo Spirito,
perché non solo con le parole, ma con le opere e la vita
possiamo renderti testimonianza
e così entrare nel regno dei cieli.
Per Cristo nostro Signore.

 

Segue la benedizione.

Un canto adatto può chiudere la preghiera.

 

Alcuni significati della veglia 

La veglia – molto essenziale nella sua struttura – ha alcune priorità che vorrebbero suggerire alcuni atteggiamenti interiori ed ecclesiali.

  1. Si intende suggerire un uso dello spazio in chiesa che simboleggi una sosta attorno al Signore, come la Settimana della Comunità ha voluto suggerire: «Fermarsi accanto a Gesù, mettendo il Vangelo al centro. L’incontro con Gesù, il Vivente, fonda il nostro essere comunità. In questo modo diamo spazio anche all’atteggiamento della sosta: “in questa sosta”. Tutti noi recuperiamo, percepiamo, respiriamo, viviamo Gesù e il Vangelo nella nostra comunità parrocchiale. Nelle relazioni forti, calorose, vere tra di noi avvertiamo la presenza buona e misericordiosa di Gesù. In questo modo riusciamo anche a “so-stare”, a stare dentro, con gioia e serenità, alle dinamiche più normali ed essenziali della nostra comunità».
  1. L’immagine della Volto di Gesù o Trasfigurazione del Signore suggerisce la necessità della nostra relazione personale con il Signore.
  1. L’uso delle candele e la penombra vogliono invitare alla veglia, alla preghiera calma, pacata, silenziosa, con l’uso di poche parole, di poche introduzioni e parole, preferendo il silenzio raccolto, favorendo l’ascolto della Parola del Signore e la preghiera interiore.
  1. La condivisone di alcune brevi riflessioni, preparate da alcune persone, vorrebbe raccogliere cosa le Comunità cristiane hanno riscoperto di se stesse durante questa “sosta”; non ci sembra utile spostare queste brevi riflessioni nella direzione di un “bilancio” della Settimana della Comunità.

 

Ufficio per la Liturgia 

Scarica il pdf con la traccia veglia serale per i vicariate:  traccia veglia