Il Grest, la preghiera, il rito

Lettera diocesana 2017/04

Quand’ero bambino, dopo aver finito i «compiti — le lezioni, si diceva — per casa», salutata la mamma, si correva in patronato… gli incontri, i giochi, lo sport, i gruppi, la bicicletta, persino il doposcuola, tutto avveniva tra le mura e nei campi da gioco dell’oratorio… Oggi questo stile di vita risulta molto estraneo ai nostri bambini e i ragazzi: le scuole sono a tempo pieno, lo sport è fatto nelle palestre e nei campi da gioco specializzato, i ragazzi passano più facilmente da un’attività all’altra, accompagnati dai genitori e in regime di pagamento per tutte le attività extra-scolastiche.

Va anche detto però che – nonostante siano progressivamente cambiate lo forme di vita — le parrocchie hanno ancora la singolare possibilità di richiamare e incontrare moltissimi bambini e ragazzi, offrendo loro l’esperienza del Grest — il Gr [uppo] est[ivo], — attivata per un numero rilevante di giorni, all’inizio e/o alla fine dell’estate.

Potrà essere utile fornire agli educatori, e con loro ai diaconi e ai presbiteri, qualche breve indicazione per le celebrazioni liturgiche ed eventuali altre forme di preghiera (anche se non strettamente liturgiche) che risultassero idonee nel corso del Grest parrocchiale.

 

I. PREGHIERA DEL MATTINO E DELLA SERA

Risulta di buona efficacia, forse anche perché questo genere di iniziazione alla preghiera cristiana è diventato abbastanza raro nelle famiglie, pregare con i bambini e i ragazzi nel corso della mattina, all’inizio della giornata di Grest, e/o alla fine, quando scende la sera.
Comprendiamo subito la forte “vicinanza” del senso della preghiera oraria della Chiesa che accompagna il sorgere e il tramonto del sole, metafore queste della morte (tramonto, notte, tenebra oscura…) e della risurrezione (alba, luce, vita…) di Gesù Cristo.
Il nostro fine non sarà ovviamente quello di proporre prematuramente ai fanciulli e ai ragazzi di celebrare la Liturgia della Ore, ma di disporli fin da piccoli a ispirarsi a questa preghiera della Chiesa, per il suo rapporto singolare con la Pasqua del Signore.

  1. Potrebbe aiutare questo schema di preghiera:
  2. canto di apertura;
  3. segno di Croce e saluto;
  4. un salmo [di lode, sulla creazione, sulla vita dell’uomo] etc. etc.;
  5. un canto che celebri la risurrezione di Gesù Cristo [per il mattino]; un canto che celebri la morte-offerta in Croce di Gesù Cristo [per la sera]. Potrebbero essere sempre gli stessi per tutto il tempo del Grest
  6. durante questo canto ogni ragazzo/bambino può fare l’offerta di un grano di incenso in un braciere
  7. preghiera del Signore
  8. orazione
  9. benedizione
  10. lo schema favorisce tre cose: a) aiutare a collocare tutta la giornata e le nostre attività in Dio; b) rimandare a un modello di preghiera essenziale; c) fissare i cardini della preghiera nella Pasqua del Signore risorto (mattino, luce sono metafora della risurrezione) e crocifisso (sera, tenebra, sono metafora della Croce), senza temere di ripetere ogni giorno – pur cambiando qualche canto e i testi delle preghiere — questo modello di preghiera.  Il desiderio è quello di trasmettere una specie di archetipo della vita e della preghiera cristiana, attorno alla Pasqua di Cristo.
  11. Il luogo potrebbe coincidere con la chiesa parrocchiale.

II. SANTA MESSA

Nel corso del Grest possono affacciarsi alcune diverse occasioni per celebrare l’Eucaristia:

  1. Il caso più normale è la celebrazione dell’Eucaristia della domenica (delle domeniche) che intercorre (intercorrono) durante la settimana (le settimane) di Grest. Questa santa messa dovrebbe mostrare l’accoglienza che gli adulti hanno nei confronti dei ragazzi/bambini e non semplicemente una “animazione” da parte dei ragazzi. Ad esempio i figli staranno accanto ai loro genitori, superando a messa la divisione “per squadre” di Grest; gli adulti potranno presentare le preghiere dei fedeli, ricordando i ragazzi e la necessità della loro crescita nella fede; potrebbe essere prevista qualche colletta straordinaria per i poveri [anche una piccola iniziativa di carità] organizzata durante il Grest e completata con la raccolta domenicale.
  2. Il caso di una celebrazione dell’Eucaristia feriale, che intercorre durante una gita, una visita, un giorno particolare. Il caso in cui si potrebbe dar rilievo ad alcune dimensioni particolari:
    1. rapporto tra l’Eucaristia e il creato (cielo = cupola; altare = roccia; fiori = giardino pasquale; acqua = battesimo; sole e calore = Parola di Dio che illumina e da vita;
    2. senso della liturgia come azione (ergon in greco vuol dire “azione”), come compiere dei gesti e dire delle parole che realizzano quanto fanno/dicono: per cui scegliere, costruire, adattare, pulire, preparare la roccia-pietra-altare; raccogliere i fiori e vestire l’altare a festa con la tovaglia bianca, i ceri, i fiori, la croce (tutto ciò va predisposto da casa e/o preparato-costruito in loco)
    3. la sapiente pedagogia della preghiera dal/del cuore: insegnare ad esprimere con semplicità e confidenza la nostra preghiera a Dio che è Padre. i bambini/ragazzi possono essere educati alla preghiera secondo lo schema antico della litania (più che secondo lo schema della preghiera dei fedeli articolata, discorsiva): il bambino saprà elevare a Dio invocazioni dirette, del cuore (!), come “preghiamo per il Papa”, “preghiamo per i bambini malati”, “preghiamo per la pace”, “preghiamo per i peccatori”, preghiamo per chi ha fame”, preghiamo per mio nonno che è malato”… A queste invocazioni di intercessione a dinamica litanica si può rispondere con il rapido Rit. ascoltaci, Signore.

III. CELEBRAZIONE DEL SACRAMENTO DELLA PENITENZA O CELEBRAZIONI PENITENZIALI

Per questo genere di celebrazione si rimanda allo schema predisposto per l’itinerario di Iniziazione cristiana proposta dall’Ufficio per la catechesi e dall’Ufficio per la Liturgia della Diocesi, reperibili nel sito della Diocesi, nella sezione Riti del cammino di iniziazione cristiana (cliccando nel banner omonimo): “Secondo tempo – Primo discepolato”; qui si trovano due celebrazioni penitenziali: 1. Celebrazione penitenziale per l’avvento e 2. Celebrazione penitenziale prima della Quaresima, facendo i debiti adattamenti sui testi biblici e sui canti; la celebrazione del sacramento della Penitenza nella sezione “Ultima Quaresima”. è bene ricordare come sia previsto un modello rituale penitenziale senza la celebrazione del sacramento della Penitenza e uno con la celebrazione del sacramento della Penitenza. La scelta può essere fatta a seconda dell’opportunità, della disponibilità di confessori e a seconda che si voglia favorire solamente l’atteggiamento interiore penitenziale (quindi schema senza il sacramento della Penitenza) o invece la celebrazione sacramentale della misericordia di Dio (quindi con lo schema con il sacramento della Penitenza).

don Gianandrea Di Donna, Ufficio per la Liturgia