Da leggere e da vedere 2023/02

Da leggere 2023/02

RAPPORTO IMMIGRAZIONE 2022

Caritas e Migrantes, XXXI Rapporto Immigrazione 2022. Costruire il futuro con i migranti, Tau Editrice, 2022, pp. 208, 15,00 euro

A 31 anni dalla prima pubblicazione, Caritas Italiana e Fondazione Migrantes dedicano il proprio volume di studi sull’immigrazione al tema della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2022. Vi trovano spazio indagini statistiche, qualitative e pastorali che prendono in esame il contesto internazionale e italiano, dando risalto alle storie delle persone impegnate a “Costruire il futuro con i migranti”.


RAPPORTO ITALIANI NEL MONDO  2022

Fondazione Migrantes, Rapporto Italiani nel Mondo 2022, Tau Editrice, 2022, pp. 430, 20,00 euro

Giunto alla sua 17a edizione, il volume raccoglie le analisi socio-statistiche delle fonti ufficiali, nazionali e internazionali, più accreditate sulla mobilità italiana. La trattazione di questi temi procede a livello statistico, di riflessione teorica e di azione empirica attraverso indagini quali-quantitative grazie a una redazione transnazionale di autori delle più diverse discipline che danno riscontro della varietà e della ricchezza del tema trattato.

 

 


IL DIRITTO D’ASILO – REPORT 2022 

Fondazione Migrantes, Il Diritto d’Asilo. Report 2022. Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati, Tau Editrice, 2022, pp. 440, 20,00 euro

Guerre e violazione dei diritti umani sono arrivati ormai dentro l’Europa, dove le persone in fuga e in cerca di protezione hanno ormai raggiunto la cifra allarmante di 100 milioni. Il report del 2022 fotografa le contraddizioni delle politiche italiane ed europee in tema di protezione internazionale, da una parte l’apertura e la protezione riservata agli ucraini, dall’altra i respingimenti, i campi ai confini e una burocrazia cavillosa riservata invece alle altre persone in fuga dagli altri conflitti.

L’autore. La Fondazione Migrantes è un organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana istituito il 16 ottobre 1987 per accompagnare e sostenere le Chiese particolari nella conoscenza, nell’opera di evangelizzazione e nella cura pastorale dei migranti, italiani e stranieri, per promuovere nelle comunità cristiane atteggiamenti e opere di fraterna accoglienza nei loro riguardi, per stimolare nella società civile la comprensione e la valorizzazione della loro identità in un clima di pacifica convivenza, con l’attenzione alla tutela dei diritti della persona e della famiglia migrante e alla promozione della cittadinanza responsabile dei migranti.


Da vedere 2023/02

TORI E LOKITA

di Jean Pierre e Luc Dardenne
drammatico, 1h 28min

Jean Pierre e Luc Dardenne continuano a presidiare la condizione degli invisibili e inascoltati. Il loro è un cinema di “servizio pubblico”, pronto a cogliere storture e fratture sociali. È così anche con “Tori e Lokita”, uno sguardo livido e candido sulla condizione dei “minorenni non accompagnati”, migranti africani che scompaiono nel silenzio assordante di un’Europa fin troppo distratta. La storia. Belgio oggi, Lokita (Joely Mbundu) e Tori (Pablo Schils) sono due migranti africani ospitati temporaneamente in un centro di accoglienza. Lokita è una sedicenne del Camerun, Tori un preadolescente del Benin; non sono fratelli, ma le avversità sperimentate nella traversata della speranza, nella morsa della malavita, li ha uniti quasi come una famiglia. In attesa dei documenti per cominciare una nuova esistenza, Tori e Lokita si guadagnano da vivere al soldo di uno spregiudicato cuoco che li sfrutta nel traffico di stupefacenti… «Non si tratta solo di essere presenti l’uno per l’altro, di aiutarsi a vicenda. Si tratta anche di non poter stare l’uno senza l’altro, di amarsi come fratello e sorella, di formare una famiglia per non rimanere soli nel buio con i propri incubi». Le parole dei Dardenne ben traducono il pathos che si sperimenta nella visione di “Tori e Lokita”: ci si trova dinanzi al peregrinare di due innocenti che hanno però sulle spalle pesi gravosi, da adulti. A loro non è stato risparmiato nulla: violenze, umiliazioni, sfruttamento, frode e inganno. Il mondo dei grandi sembra avergli voltato le spalle. Ma Tori e Lokita non si abbandonano allo sconforto, non si lasciano andare allo smarrimento; al contrario, si sostengono, si abbracciano, si fanno forza e vanno avanti aggrappandosi a quella flebile fiamma di speranza che arde nonostante tutto. Picchiano duro i Dardenne, come sempre, ma con efficacia. Allargano, infatti, il campo dello sguardo inquadrando chi è disperato, chi vive sul crinale della sofferenza, cui spesso la società occidentale si rivolge con superficialità. Un cinema di denuncia, che intercetta temi e valori condivisi. Le loro istanze sembrano sintonizzarsi alla perfezione sul magistero di papa Francesco, su quella “Chiesa ospedale da campo”. Seppure lo sfondo sociale e antropologico che i Dardenne tratteggiano risulta crudo e disperante, il loro cinema si fa portavoce anche di dolcezza, quello sguardo degli innocenti, che nonostante siano impantanati nel male cercano di discostarsene. Tori e Lokita, grazie alla tenerezza condivisa s’immunizzano dalla disperazione, dallo scivolare nella vertigine del male. Resistono, o almeno ci provano. Dolente e bruciante, il film dei fratelli Dardenne, un’opera che coinvolge e un poco sconvolge, che di certo andrebbe fatta vedere nelle scuole superiori. Consigliabile, problematico, per dibattiti (dal giudizio della Commissione nazionale valutazione film della Cei).